
Biografia dell'autore

Luciano Pontillo
Classe 1970. Nasce in Sicilia da Diego e Maria Bonaria Coccoda, ha trascorso la sua adolescenza tra genti, luoghi e profumi delle due isole maggiori del Bel Paese.
Durante la sua giovinezza, dapprima a bordo di una moto, visita e si immerge tra i popoli dell’Europa geografica e di alcune località del Nord Africa; successivamente, equipaggiato di uno zaino a spalla, prosegue ampliando i propri orizzonti lungo le terre del Messico, Cuba, Singapore, Australia, Brasile, Stati Uniti d’America, Canada e da ultimo Nepal.
Si è Laureato in Scienze Politiche indirizzo Amministrativo, presso la Facoltà degli Studi di Palermo.
Ispettore della Guardia di Finanza. Ha svolto la propria attività di servizio presso il valico di frontiera di Fernetti (TS); in seguito veniva trasferito a Pistoia dove attualmente risiede. Impiegato in varie missioni militari estere, è stato decorato con la Croce commemorativa per le operazioni svolte in Afghanistan durate le missioni I.S.A.F. International Security Assistance Force della Guardia di Finanza e la Medaglia commemorativa NATO-Afghanistan.
Dopo 25 anni di professione esercitata lontano dagli affetti familiari, come se avesse aperto il cassetto ove si nascondeva un progetto irrealizzato, grazie al prezioso supporto di Maria Annunziata e Virgilio Pontillo, si imbarca nell’audace viaggio di voler trasformare gli antichi ricordi e manoscritti del nonno perso in guerra e mai conosciuto, in un gesto di affetto nei confronti della mamma e delle sue origini. In questo piccolo modo, l'autore ha voluto offrire ad una bambina cresciuta orfana di padre, il doveroso tributo per essersi fatta donna ed aver avuto la forza, benché lontana dal sostegno della sua Sardegna, di riversare sui figli, tutte le energie e tutto l’amore che gli eventi bellici dell’infanzia le impedirono di ricevere appieno.
Estratto dall'opera "Isole del cuore - Pensieri con i tempi"
a cura di Diego Pontillo, EBS-Print, 2017
ISBN 9788893491891
Con la voce della regista Dora Donarelli
Alla mia sposa
Or che la mente posa
l’affanno giornaliero,
vado col mio pensiero
in cerca di una rosa.
Quel fior che nasce e muore
di pena dolorosa
quel fior che sgorga amore
sei tu - mia dolce sposa -.
Sei tu che vivi e stenti
metà della mia sorte,
sei tu che nel dolor non ti lamenti
- diletta mia consorte -.
Ti vedo tredicenne, ancor d’età minore
quando, con gioia timorosa e pia,
versavi già un fiume di poesia
sulla mia vita grigia ed incolore.
Sogno la tua figura, ai piedi
dell’altare, la musica dell’Ave
che sale lenta, mistica, soave,
allor che ci cerchiammo con le fedi.
Ricordo il tuo vestito, bianco
come la luna candeggiante;
eri seduta, in lacrime, al mio fianco
graziosa, giuliva, eppur tremante.
E sento come allora si sentì
la voce tua seguita dalla mia
"mi vuoi, ti voglio", "sì",
con la gioia più grande che ci sia.
Anche se fossi prodigo d’accenti
di nobile scrittura e bello stile
non trovo modo facile o gentile
per dir quel che provai in quei momenti.
Cara Sardegna, a cui bussando
un giorno, venni alle porte
in cerca di famiglia, prima
che lei morirà, dammi la morte.
Diego Pontillo